Week-end novembrino all’insegna della birra con l’IBF Torino e il Prosit Festival
novembre 19th, 2011 inserito da Fermento Birra
Segnalazione volante per due eventi in corso di svolgimento.
Fino a domenica 20 novembre al Palaolimpico di Torino c'è l'Italia Beer Festival. L'appuntamento ricalca la formula collaudata di tutti gli IBF: stand con birrifici artigianali, degustazioni, area food e musica live. Quest'anno saranno presenti Amiata, Bad Attitude, Bauscia, Bi-Du, Birradamare, Birra del Borgo, Brewfist, Croce di Malto, Jeb, Grado Plato, Kamun, La Piazza, Lambrate, Orso Verde, Inconsueto, Lungo Sorso, SorA’laMA’ e San Paolo. Come anticipato saranno organizzati momenti di degustazione guidata dedicati alle birre vincenti al Mondial de la Bière e dedicati alle birre caratterizzate da luppoli esotici, e ancora laboratori dedicati ad homebrewers. Tra le eccellenze gastronomiche da accompagnare alle birre troviamo, Dok Dall’Ava, San Marino Prosciutti, Thogan Porri, Monteccone Cioccolato e M**Bun, "slow fast food", oltre ad un menu con specialità tirolesi. 7 euro l'ingresso comprensivo di bicchiere e tracollina portabicchiere. 1 euro il costo del gettone che da diritto ad una degustazione.
Fino a lunedì 21 novembre, con l'ultimo giorno riservato soltanto agli operatori, in scena in Umbria il Prosit Festival, organizzato nel rinomato quartiere fieristico di Umbriafiere a Bastia Umbria (PG). Un evento alla prima edizione, che cerca di spostare l'attenzione anche sul mercato birrario umbro, ancora troppo timido. Molti i birrifici presenti, alcuni rappresentati dai distributori di zona, per un elenco che vede nomi più o meno noti come B94, Almond ’22, Karma, Opperbacco, 32 Via dei Birrai, Mastri Birrai Umbri, San Biagio, Turan, Birradamare, Khamen, Le Fate, La Cotta, Magalotti, Itineris, Iris, Baladin, Birra del Borgo, Amarcord, Mastro Birraio, Boffalora, CeReale, Ducato. Nel calendario degli appuntamenti troviamo diversi laboratori di degustazione ed un convegno intitolato “Umbria, terra di birra” (programma completo). 8 euro il biglietto d'ingresso, 10 euro con il bicchiere comprensivo di 3 degustazioni.
Per info:
www.prositfestival.it
info@prositfestival.it
On-line la nuova serie di video dedicati alle birre Baladin
novembre 16th, 2011 inserito da Fermento Birra
Il birrificio piemontese Baladin fin dalla sua nascita ci ha abituati (bene) ad una particolare attenzione e cura dell'immagine aziendale. Nonostante la rinomata capacità di anticipare i tempi, al suo arco mancava ancora la freccia della video-comunicazione, molto amata e utilizzata dai birrifici statunitensi e, più in generale, dai produttori "2.0". Recentemente, ovviando a questa lacuna, sono cominciati a girare in rete alcuni brevi filmati di presentazione di alcune birre della linea Baladin. Si tratta di cortometraggi alquanto surreali, ispirati al cinema muto, dove Teo Musso, anima del Baladin, ci ha messo di tutto: le sue birre, i suoi ricordi e persino i suoi genitori, che aprono e chiudono i video (ad alcuni prende parte anche il cantante Roy Paci). Riportiamo quello dedicato alla birra Elixir, aspettando che Ghezzi lo trasmetta nel suo Fuori Orario, magari tra un film di Buster Keaton e un dramma nord-coreano sottotitolato in inglese…
Aumento del fatturato del 200% nell'ultimo anno, con una previsione ancora maggiore per il successivo. Investimenti per più di 7 milioni di sterline nel 2012 per realizzare un nuovo impianto ecocompatibile con una produzione iniziale di 180.000 HL, e almeno altri 5 nuovi locali. Il tutto in solo 4 anni di vita. Stiamo parlando dello scozzese Brewdog, un'azienda che sembra non risentire della crisi globale, come dimostra il successo della seconda ondata di Equity for Punks. Per chi non lo sapesse Equity for Punks è una sorta di azionariato popolare: in parole povere Brewdog ha messo in vendita per i suoi fan le azioni del birrificio, e non è la prima volta. L'esordio di questa campagna avvenne nel 2009, ma dato il successo ottenuto, quest'anno è partito il bis. Equity for Punks II è cominciata a luglio e terminerà il 31 di dicembre e offre la possibilità di acquistare per un minimo di 95 sterline, delle azioni del birrificio. Le cose pare che siano andate meglio delle già molto rosee aspettative di James Watt e Martin Dickie, i giovanissimi fondatori di Brewdog. I due ragazzi scozzesi avevano previsto un introito di circa 6.5 milioni di sterline, ma nel solo mese di luglio sono entrate nelle casse del birrificio più di un milione di sterline.
Come dicevamo, con i proventi Brewdog ha annunciato di avere già avviato un piano di investimenti superiore ai 7 milioni di sterline comprendenti un nuovo stabilimento produttivo e altri cinque locali pubblici. Proprio lo stabilimento è il fulcro dell'investimento. Il nuovo centro produttivo di Brewdog misurerà 3.000 mq di superficie con una capacità produttiva iniziale di circa 180.000 ettolitri annui, espandibile fino a 500.000 quando sarà sfruttato appieno. La tecnologia applicata pare sarà di ultimissima generazione con una particolare attenzione all'impatto ambientale. La ditta produttrice sarà la Rolec Brewhouse, che serve altri grandi nomi, come ad esempio gli statunitensi Lagunita Brewing. I ragazzi di Brewdog però non si accontentano e già in questo nuovo impianto risiede l'idea di una futura, ulteriore, espansione. Lo stabilimento produttivo sorgerà in un terreno di 3,5 acri comprato dalla stessa Brewdog in Aberdeenshire in Scozia. L'aumento di produzione consentirà al birrificio scozzese di far fronte alla crescente domanda e, presumibilmente consentirà agli investitori di guadagnare più soldi dalle loro azioni. Per quanto riguarda i nuovi locali saranno tutti in Inghilterra, precisamente uno a Londra, uno a Manchester e uno a Liverpool, mentre altre due città devono essere ancora individuate.
Pare proprio che il Do It Yourself di punkiana memoria sia sbarcato anche nel mondo della finanza!
Pochi giorni fa abbiamo recensitol'uscita di un libro molto atteso “The Oxford Companion to Beer”, scritto da un guru della birra come Garrett Oliver, mastro birraio e proprietario di Brooklyn Brewery. Torniamo sull'argomento perché l'uscita del libro è stata festeggiata con una birra, un omologo brassicolo potremmo dire, ovviamente firmata Brooklyn Brewery e chiamata Companion. Una birra che finirà per arricchire la linea Brewmaster's Reserve di Brooklyn, sviluppata da Oliver assieme ad altri due collaboratori del progetto editoriale: Horst Dornbusch (editore associato e scrittore) e Thomas Kraus-Weyermann (maestro maltatore).
La Companion appartiene all’antico stile dei wheat wine, l'equivalente di un barley wine ma su base di frumento. Non stupisce allora che la birra raggiunga i 10% alcolici e che vi sia un 55% di malto di frumento. Visti i collaboratori non appare strano nemmeno che i malti e il frumento utilizzati facciano parte dei nuovi floor malts sviluppati da uno dei più importanti produttori mondiali, precisamente Weyermann. Proprio questo tipo di malti e di maltazione sono la spina dorsale della Companion. Il floor malting, la pratica per cui i grani vengono fatti germinare adagiati su un “pavimento” in uno strato di circa 15 centimetri di altezza e rimescolati periodicamente (due volte al giorno per tutta la durata dell’operazione), è una tecnica ormai sostituita da altre meno costose e più efficienti in termini di resa e costi, ma che sopravvive in alcune malterie soprattutto in Repubblica Ceca (dove la stessa Weyermann si rifornisce). I particolari materiali utilizzati per i “pavimenti” e la tecnica di asciugamento mediante aria calda forniscono ai malti particolari caratteristiche organolettiche, per lo più riscontrabili in una maggiore pienezza e profondità di sensazioni. Sul proprio sito Brooklyn descrive così la birra: "i floor malts donano un succoso carattere maltato di notevole profondità, il 55% di grano maltato si traduce invece in una sorprendente leggerezza al palato, mentre il nostro lievito ad alta fermentazione [per la precisione un lieveito per Ale inglese, ndr] regala leggere note fruttate". Sempre riferendosi alla Companion, Oliver fa notare come in USA da più di cent’anni non fossero disponibili malti di grano floor malted e come tutte le attuali riserve siano ora stipate nei magazzini di una sola birreria… Brooklyn, ovviamente.
Per ora la Companion è disponibile solo on tap, ma pare che per le vacanze natalizie sarà disponibile anche in bottiglia, rifermentata con lieviti di champagne come tutte le altre produzioni speciali di Broolyn. Pare che per l’uscita sia prevista una confezione regalo contenente anche il libro curato da Oliver, The Oxfor Companion to Beer di cui abbiamo parlato. Un regalo bello e buono!
L’Italia sbanca al European Beer Star: sette medaglie al Birrificio del Ducato
novembre 13th, 2011 inserito da Fermento Birra
Per sette volte i giudici dell'European Beer Star, tra i più autorevoli concorsi birrari internazionali, hanno scandito il nome del Birrificio del Ducato, chiamando Giovanni Campari e Manuel Piccoli a ritirare altrettanti premi. Non era mai successo che un birrificio facesse tale incetta di medaglie negli otto anni di storia della manifestazione, come non era mai successo che il bottino dell'Italia raggiungesse quota dieci riconoscimenti. Sì, perché oltre alle sette medaglie del Ducato (due ori, due argenti e tre bronzi) dobbiamo sommare le medaglie del Birrificio Italiano di Lurago Marinone (CO), Manerba Brewery di Manerba del Garda (BS) e Turbacci di Mentana (RM).
Un successo senza precedenti che proietta sempre più l'Italia nel gotha delle nazioni birrarie. Anche perché le italiane non hanno sbaragliato la concorrenza soltanto in categorie speciali, come ad esempio quella dedicata alla fermentazione spontanea o alle triple, ma anche in stili dove la tradizione tedesca detta legge. Insomma, dominare nella categoria delle Kellerpils con la Quinn del Birrificio Turbacci (oro) e la Via Emilia del Ducato, in un concorso nato per iniziativa delle Private Brauerei tedesche e che per giunta si svolge in Germania a Norimberga, non è impresa da sottovalutare.
Ma vediamo nel dettaglio le birre premiate partendo ovviamente dal protagonista assoluto, il Birrificio del Ducato (nella foto il birraio Giovanni Campari e l'amministratore Manuel Piccoli). I due ori vengono conquistati con la Beersel Morning, birra nata dall'incontro tra il lambic di 3 Fonteinen e la New Morning, vincente nella categoria delle Belgian-Style Gueuze Lambic e con la scura Sally Brown nelle Sweet Stout. La Via Emilia invece si aggiudica la medaglia d'argento tra le German-Style Kellerpils, così come la Winterlude nelle Belgian-Style Triple. Bronzo invece per la Blonde tra le Belgian-Style Ale, per la Oatmeal Stout nelle Dry Stout e per la La Luna Rossa tra le Belgian-Style Fruit Lambic. Un bottino senza precedenti che stupisce, ma non più di tanto poi, visto che ormai da anni il birrificio di Roncole Verdi ci ha abituati alla raccolta costante di premi in concorsi internazionali.
European Beer Star
Nato nel 2004 grazie ad una iniziativa dell'associazione che riunisce le Private Brauerei tedesche e bavaresi e dell’associazione delle birrerie indipendenti europee, l'European Beer Star è cosnsiderato oggi uno dei maggiori concorsi internazionali. L’edizione 2011 ha visto la partecipazione di birrerie provenienti da 38 paesi, che hanno portato in concorso 1.113 birre suddivise in 49 categorie.
Come ricordato anche altri tre birrifici italiani hanno fatto onore all'Italia. Il più sorprendente è l'exploit del birrificio Turbacci, che con la Quinn ha dominato una categoria molto sentita dai tedeschi, organizzatori del concorso, come quella delle kellerpils. Festeggiamenti anche a Lurago Marinone, visto che il Birrificio Italiano riesce a riscuotere un altro premio con la sua dunkel weizen Vudu, dopo il riconoscimento nel 2010 al World Beer Cup. Soddisfazione anche a Manerba Brewery per la Fiordalisa, birra nata nell'estate di quest'anno, terza nella categoria riservata alla blanche (si veda lista completa vincitori 2011).