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Un tour per la città con birra a seguito: arriva la bierbike!

ottobre 28th, 2011 inserito da Fermento Birra

 

Andare in giro per la città in compagnia, sorseggiando birra a go go, ascoltando musica, bruciando anche qualche caloria e senza rischiare nessuna decurtazione di punti dalla propria patente. E’ questa l’idea degli organizzatori a Berlino della bierbike, un modo “nuovo” di bere, un modo alternativo di viaggiare per turismo in città. Una vera e proprio multi-bike, 16 posti a sedere, dieci dei quali muniti di pedali, un guidatore del mezzo (fornito dal noleggiatore), un bancone di legno interno sul quale appoggiare i boccali di birra (forniti anch’essi dal noleggiatore), una spina per spillare la birra dal barile posto rigorosamente a prua del mezzo, un lettore CD per ascoltare la musica, un tettuccio per riparare (poco, a occhio) dalla pioggia, evento non certo infrequente da quelle parti. Volendo, se la birra proprio non piace, la si può sostituire con qualcos’altro, tipo Fanta-Sprite-Coca o, addirittura, spumante.

 

Ma il bancone viaggiante è nato per la birra, che viene fornita in barilotti da 10 – 20 – 30 litri al prezzo di 3,90€ al litro (per lo spumante ce ne vogliono 10 di euri al litro). Il costo del multi-birra-bike? Varia a seconda dei giorni della settimana e della lunghezza del periodo orario per il quale si noleggia il mezzo: 90-110€ all’ora dal lunedi al giovedi, 110-130€ il venerdi e la domenica, 120-140€ il sabato e i festivi (sempre conducente incluso); il tutto nella fascia oraria 9.00-22.00 nei giorni feriali e 8.00-24.00 in quelli festivi, con la stazione di noleggio posta a Königs Wusterhausen.

Che dire, un’idea un po’ “trash”, apparentemente però funzionale, che ha attecchito anche ad Amsterdam e che si appresta a farlo anche a Madrid. Non so quanto possa essere praticabile dalle nostre parti, ma l’idea di una bierbike per le strade di Roma, con un barile di birra di quella “buona” posto alla prua del mezzo di locomozione non suona proprio male…

 

di Alberto Laschi


Etichette per homebrewer, taccuini e boccali personalizzati: utility dal web

ottobre 26th, 2011 inserito da Fermento Birra

Tre notizie che riguardano il mondo della birra, quello un po’ più “fai da te”, quasi “personale”, che si alimenta delle varie risorse che si trovano in rete e che il web aiuta a rintracciare.

Il primo è un utilissimo strumento on-line, che, se fossi un homebrewer, sfrutterei subito, e alla grande. Sto parlando del sito labely.com, un’ottima risorsa (a costo zero) per la progettazione e la realizzazione (a costo zero) delle labels per le proprie birre. Grande semplicità d’uso, estrema pulizia e linearità grafica, non pochi gli strumenti (e le possibili varianti) che questo ottimo sito fornisce agli utenti, che possono davvero sbizzarrirsi nell’uso di simboli/forme/colori per progettare e realizzare le proprie labels. Davvero ben fatto.

 

Il secondo strumento è cartaceo, ed è una vera e propria manna per i beer raters: un quadernetto formato tascabile, con tutto quanto è necessario per fare delle schede degustative “volanti”, ma complete. Si chiama 33beers, inventato dal beer blogger Dave Selden nel 2009, quando, sopraffatto dal numero di birre da poter/dover recensire nell’edizione di quell’anno del GABF, si accorse che il tutto, per lui, sarebbe stato più semplice se avesse avuto sottomano uno strumento agile ed efficace. Detto fatto: ne è venuto fuori questo quadernetto nel quale ogni pagina riporta lo schema essenziale per ogni beer raters: i dati sintetici e statistici di ogni birra, con in più l’immancabile flavour wheel. Acquistabile on-line per 4$ l’uno (3 per 10$).

 

L’ultima segnalazione è una curiosità, o meglio, un “invito”: personalizzare il proprio boccale di birra. Un desiderio diffuso che può essere realizzato    visitando  kickinglass e contattando Sean, specializzato nella lavorazione dei boccali di birra con immagini e scritte serigrafate. Esistono servizi simili in Italia?  

 

 


  

di Alberto Laschi


Remuage, sboccatura, e vino: benvenuti nella maison di Birra del Borgo

ottobre 25th, 2011 inserito da Fermento Birra

 

Ottobre è tempo di "operazioni enologiche" in casa Birra del Borgo, dove tra le numerose birre della gamma, si produce anche la particolarissima Equilibrista, birra nata dalla fermentazione combinata di mosto di Duchessa, una ale al farro, e mosto di vino Sangiovese, proveniente dalla tenuta chiantigiana di Bibbiano. A Borgorose (RI), sede del birrificio, è partita la settimana scorsa la fase di remuage per le bottiglie dell’Equilibrista 2010, così come avviene per gli Champagne o gli spumanti realizzati con il metodo Classico. Tutto questo mentre riposa una giovane "Equilibrista 2011", prodotta in duplice versione: quella “classica” con il mosto di sangiovese e una nuova tipologia con il mosto di Malvasia del Chianti, vitigno a bacca bianca dal particolare profilo aromatico. Vi lasciamo con il video di presentazione in attesa della sboccatura e soprattutto dell'assaggio!


Milk Stout Nitro, Left Hand risponde alla Guinness

ottobre 25th, 2011 inserito da Gabriele Triossi

Left Hand, la famosa brewery statunitense, ha trovato la risposta, americana, al Floating Widget della Guinness (la pallina che trovate nelle lattine per intenderci), dichiarando senza mezzi termini “l’indipendenza dell’America dalle stout importate”. Dopo due anni e mezzo di lavoro, un sacco di soldi spesi (si parla di centinaia di migliaia di dollari) e con in testa l’obiettivo fermo di “riprendersi l’America una spillatura alla volta” Left Hand ha ufficializzato la produzione in bottiglia della Milk Stout Nitro, cioè della sua milk stout con azoto, presentata per la prima volta al Great American Beer Festival di quest’anno. Come si sa l’azoto aiuta a formare un cappello di schiuma nelle stout, non aumenta la carbonazione, come invece fa l’anidride carbonica, donando in questa maniera una sensazione vellutata in bocca. Altrettanto noto è che Guinness abbia trovato il modo, tramite il famoso widget appunto, di realizzare questo tipo di prodotto anche in lattina. Left Hand ha raggiunto lo stesso risultato senza ricorrere alla famosa pallina utilizzata dai concorrenti irlandesi.

 

Che l’investimento in tempo e denaro sia stato dettato dalla voglia di differenziarsi è chiaro anche nelle parole della brewery del Colorado che dice: “abbiamo scoperto che per le caratteristiche fisiche della nostra milk stout lo sviluppo di un widget nelle bottiglie sarebbe stato un inutile spreco di milioni di sterline… ops di dollari”. Una chiara frecciatina alla Guinness, ma non molto veritiera visto il tempo impiegato nella ricerca e i dollari spesi nella realizzazione di un progetto che interessa differenti fasi della produzione. Non solo ma anche la ricetta di questa stout è stata ideata al fine di ottenere questo sorprendente risultato. Secondo quanto pubblicato dalla birreria le fasi del processo di immissione dell’azoto coinvolgono in primis l'ideazione stessa della birra, cui seguono particolari procedimenti durante la fermentazione, la filtrazione e l'imbottigliamento. Quali siano questi particolari accorgimenti non è ovviamente dato di sapere. Anzi pare che non verrà nemmeno registrato il brevetto in modo da rendere totalmente segreto l’intero processo e alla precisa domanda su come introducano l’azoto la risposta è “stando molto attenti e con piccolissime pinzette.


La pinta perfetta si ottiene però solo al momento della mescita che deve essere fatta in un solo colpo, senza esitazioni e con il bicchiere dritto per ottenere il classico effetto cascata e il tanto agognato cappello di densa schiuma. Left Hand spiega che in questa maniera si libera l’azoto presente nella birra si ottiene un effetto analogo a quello del rompi flusso presente nelle spine delle stout a azoto. Per essere sicuri che tutti gli sforzi fatti non vengano vanificati proprio all’ultimo momento, oltre a inserire delle istruzioni grafiche ha introdotto un codice QR sulle bottigliette e sui six pack dove è possibile vedere con uno smartphone un video su come versare in maniera corretta la Milk Stout Nitro.

 

 

 

di Gabriele Triossi


Oro al Mondial de la Bière per Amiata e San Biagio

ottobre 24th, 2011 inserito da Fermento Birra

Suona di nuovo l'inno italiano al Mondial del Biere di Strasburgo. La notizia è fresca: al concorso internazionale francese, uno dei più autorevoli al mondo, è oro per due birre italiane: la "Bastarda Rossa" del birrificio toscano Birra Amiata e per la Ambar del birrificio umbro San Biagio.

Un'altra bella soddisfazione per i nostri microbirrifici che ormai da qualche anno ci hanno abituati a riconoscimenti internazionali. Non può essere che motivo di orgoglio l'affermazione in un concorso al quale partecipano aziende da tutto il mondo (si veda la lista). Nato tre anni fa dagli stessi organizzatori del Mondial de la Biere canadese, evento giunto alla 18° edizione, l'appuntamento europeo ripropone una formula vincente che non si esaurisce soltanto nel momento del concorso ma che durante i quattro giorni sa offrire importanti momenti di dibattito e degustazione, con oltre 400 birre provenienti dalle principali nazioni birrarie, ma anche da paesi outsider come Brasile e Giappone.


Ma veniamo alle birre premiata. La Bastarda Rossa dell'Amiata, per chi conosce la birra artigianale italiana, non ha bisogna di presentazioni, essendo una tra le birre più rinomate e apprezzate che prevedono l'utilizzo della castagna (il nome deriva proprio da una qualità presente sulla montagna grossetana). Complimenti dunque ai fratelli Claudio e Gennaro Cerullo (a destra nella foto della premiazione) che così commentano il bel momento dalla loro pagina Facebook: "Grande gioia per la conquista della medaglia d'oro al Mondial de la Biere 2011 di Strasburgo. Eccoci qui, nella foto, visibilmente emozionati, a ritirare la medaglia. Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato, sia a chi ha creduto in noi e nelle nostre birre, sia a chi ci ha criticato, a torto o a ragione, e che ci ha indotto a migliorare, sia ai fornitori che ci hanno venduto le migliori materie prime, sia a chi vende e soprattutto a chi beve le nostre birre e ci consente di esistere in una realtà difficile come quella italiana. E' grazie a voi tutti, se oggi siamo qui e desideriamo condividere con voi questa soddisfazione."


Grande soddisfazione anche in Umbria, una regione non troppo avvezza alle cronache birrarie, ma che da qualche anno sembra svegliarsi dal torpore. Merito anche dell'attivo San Biagio, birrificio nato nel 2006 in quello che un tempo era l'antico Monastero di San Biagio, oggi un elegante relais situato a 750 metri d’altitudine, nel Parco del Subasio. A Strasburgo questo piccolo birrificio umbro ha conquistato l'oro con la sua Ambar, una lager scura di 5 gradi alcolici dalle note tostate e caramellate.

 

 


Nuova collaborazione tra Brooklyn e Amarcord: nasce la Ama Bionda

ottobre 20th, 2011 inserito da Fermento Birra

Continua il connubio produttivo/distributivo fra gli americani della Brooklyn Brewery e gli italiani, di Apecchio, Amarcord. Dopo la Amarcord Special Reserve, arrivata in USA il 12 ottobre e lì commercializzata dalla rete distributiva di Brooklyn Brewery, è la volta di una nuova birra, nata ancora una volta dalla collaborazione fra Garrett Oliver, mastro birraio di Brooklyn Brewery, e il birrificio marchigiano.

 

Si chiama AMA Bionda, ed è stata pensata come una "birra artigianale da tavola" (come recita il claim) dallo stesso Garrett Oliver, autore anche di libri in materia. Con la testa negli Usa, ma con i piedi stabilmente in Italia, la AMA bionda è prodotta negli stabilimenti marchigiani di Amarcord, posti alle pendici del Monte Nerone, sfruttandone le sue acque particolarmente adatte per la produzione della birra. Non è nota la gradazione alcolica di questa birra, che si presume essere relativamente bassa, e non ce n’è ancora traccia sui siti di rating birrari nazionali e internazionali (micro birrifici.org, ratebeer, beeradvocate). Le uniche notizie ufficiali, assieme alle prime immagini, le fornisce il blog del birrificio americano (anche sul sito di Amarcord non ce n’è traccia), che la descrive come birra dal “carattere morbido ma complesso”, per la quale sono stati usati “malti aromatici”, tre diversi tipi di luppolo e miele di fiori d’arancio siciliano (come la Zagara di Barley, l’altra birra italiana per la quale si impiega miele d’arancio sardo). Questa birra verrà commercializzata in America direttamente da Brooklyn Brewery, e sarà la prima birra di un alinea di prodotti che annuncia ulteriori entrate. Non si hanno purtroppo notizie su di una sua eventuale diffusione anche in Italia.  


Nel bizzarro calendario di Birra del Borgo ad ottobre è tempo di Hoppy Cat

ottobre 18th, 2011 inserito da Fermento Birra

Le produzioni di Leonardo di Vincenzo e della sua Birra del Borgo stanno diventando davvero sempre più numerose: Microbirrifici.org ne conta già 43, Ratebeer addirittura 48. Quasi sicuramente è il birrificio artigianale italiano con il maggior numero di birre prodotte (Baladin ne ha fatte, sempre secondo Ratebeer “solo” 44). Nella recente ristrutturazione del sito e dell’offerta birraria, a Rieti si è proceduti a suddividere la così imponente offerta birraria in quattro sezioni: la prima è quella chiamata “le Passioni” (le ricette e le birre “storiche” del birrificio), la seconda è quella delle “Stagionali” (quattro in tutte), c’è poi la sezione delle Trentatre e, infine, un corposo numero di birre classificate come “Bizzarre”. Le Bizzarre sono 12 in tutto, come i 12 mesi dell’anno, prodotte una per mese e una sola volta l’anno, con tanto di calendario ufficiale.


Ottobre è il mese della Hoppy Cat, una cascadian dark ale (o black ipa che dir si voglia) nata da una ricetta creata in collaborazione con Ken Fisher, birraio americano di Portland, grande amico di Leonardo,  autore della Grateful Deaf Beer e col quale a Borgorose avevano già brassato la Stim Bir.

Come stile birrario, quello delle cascadian dark ale, non è molto diffuso in Italia, mentre in America rappresenta un'importante nicchia di mercato, con il birrificio statunitense Stone in prima linea  (con le sue Sublimely Self Righteous ale e la 15th Anniversary) seguito da altre brewery come Cigar City e Southern Tier.

Le Dark Ipa sono, in pratica delle IPA “arrostite”, nel senso che per esse si usano forti qualità di malti tostati, assieme alla “solita” grande profusione di luppoli balsamici americani, tanto che qualcuno le “confonde” con delle strong porter. Il nome Cascadian deriva loro da una precisa zona geografica, quella Ovest del Nord America, a cavallo fra la British Columbia, Washinghton, Oregon e Northern California. La Hoppy Cat si aggiunge ai non molti esempi di black Ipa italiane, tra cui ricordiamo la Castigamatt del lombardo Birrificio Rurale, birra dall’amaro spinto (55 IBU) e dalla gradazione non eccessiva (5,8% vol.), o come la Ulysses del birrificio friulano Foglie D'erba. Presentata al pubblico lo scorso anno, la Hoppy Cat è riproposta quest’anno al pubblico in maniera sistematica, specialmente nella rete dei locali fidelizzati Birra del Borgo. 

 

di Alberto Laschi


Novità dal birrificio belga Urthel

ottobre 17th, 2011 inserito da Fermento Birra

C'è un po' più di Italia in Belgio, nel Belgio che (birrariamente) conta. Siamo a Ruiselede, nell’Ovest delle Fiandre, a casa, letteralmente parlando, di Hildegard e Baas van Ostaden, i due proprietari del conosciutissimo birrificio Urthel, attivo fin dal 2000. Dando corpo ad un sogno che da anni entrambi coltivavano, Hildegard e Baas hanno installato in dei locali limitrofi alla propria abitazione un impianto progettato e costruito in Italia dalla Spadoni di Orvieto.

 

 

Questo impianto da 150 litri, ovviamente, non sarà usato dai due per la produzione ordinaria delle birre Urthel. Saisonniére, Hop-It e Samaranth continueranno ad essere prodotte da Hildegard presso gli impianti del birrificio monastico olandese di La Trappe a Berkel-Enschot, come accade dal 2007. Il piccolo impianto “casalingo” avrà tutt’altri scopi. Innanzitutto permetterà a Hildegard (foto a lato) di testare in casa nuove ricette, fare il setup di quelle stabili e, soprattutto, produrre birre su piccola scala. L’intenzione è quella di aprire le porte di questo piccolo microbirrificio made in Italy  a gruppi di appassionati birrofili, offrendo loro la possibilità di degustare con calma queste piccole produzioni sperimentali (che, visto il talento della mastro birraia, promettono, e molto).  Il nuovo impianto potrà essere prenotato anche da aziende per i loro workshop e team building, nonchè anche dai futuri sposi, che potranno festeggiare il matrimonio con una birra ad hoc. Un progetto a 360°, completato, nel prossimo novembre, dall’apertura di un piccolo ristorante collegato al birrificio, con Hildegard a dettare i tempi anche in cucina.

 

Un'interessante notizia per gli appassionati di questa rinomata etichetta belga, ed un motivo in più per programmare, in caso di viaggio in Belgio, una sosta a questo piccolo birrificio.

 

 

di Alberto Laschi


Al via la terza edizione di Birrart

ottobre 13th, 2011 inserito da Gabriele Triossi

A Casteggio (Pavia) da giovedì 13 a domenica 16 presso l'area fieristica di via Truffi si rinnova l'appuntamento con Birrart, la rassegna sulla birra birra artigianale. Giunta ormai alla sua terza edizione la manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti più interessanti legati alla nostra amata bevanda di tutto il panorama dell'Oltrepò pavese, affiancando alla collaborazione di UnionBirrai (presente fin dalla prima edizione) anche quella di Mo.Bi. e di SlowFood Condotta Oltrepò Pavese. Il tutto si traduce in una vivace offerta di degustazioni di prodotti tipici, musica e spettacoli di capoeira, di accostamenti birra-cibo, di incontri e di tanti birrifici (15) da conoscere. 
 
Prima però di passare all'elenco dei birrifici partecipanti ricordiamo la novità dello spazio Birrart Gourmet, realizzato in collaborazione con Vittoria Banqueting, che darà la possibilità ai partecipanti di gustare ogni sera un menu diverso, appositamente pensato per esaltare gli abbinamenti con la birra. Questo l'elenco dei birrifici partecipanti: Birra del Ducato, Abba', Croce di Malto, Birrra Busalla, Birrificio Dada, Birrificio Doppio Malto, Birrificio Geco, Birrificio Hibu, Birrificio La Superba, Birrificio Lungo Sorso, Birrifico Rurale, Birrificio Un Terzo, Birrificio Cavallina, Birrificio Acelum, Vecchio Birraio. Oltre ai micro italiani sarà presente anche Birra Ceca, importatore di birre.

Per ulteriori informazioni rimandiamo al programma dell'evento, segnalando le iniziative con protagoniste le associazioni birrarie presenti, come Mo.Bi e Unionbirrai.


Info:
www.birrart.org


Strano ma vero: news dal mondo birra

ottobre 12th, 2011 inserito da Gabriele Triossi

Il mondo della birra ci regala sempre stramberie produttive degne di nota. Ne segnaliamo alcune apparse recentemente che confermano come la fantasia e il "famolo strano" godono di buona salute nel settore birra.

 

Partiamo con quello che potrebbe essere il riassunto del “support your local brewery”, almeno dal lato delle birrerie. La Equinox Brewing, al fine di rendere le loro produzioni il più locali possibili (anche buona parte delle materie prime è di origine locale) e di ridurne al minimo l’impatto ambientale, hanno adottato un particolare mezzo di consegna per i propri fusti e bottiglie. Si tratta di un trike, che altro non è che una bici a tre ruote con un ripiano dove appoggiare la merce, ovviamente autocostuito.

 

Tra le nuove birre bizzarre in circolazione, rendiamo omaggio a due particolari produzioni dello scozzese Brewdog, un birrificio che indubbiamente sa come far parlare di sé. Cominciamo con la Ghost Deer, una birra semplice semplice, capace di raggiungere i 28 gradi alcolici in fermentazione normale (senza cioè il processo di congelazione utilizzato per la Tactical Penguin). La birra, presentata all'inizio di settembre, era disponibile solo al Brewdog Pub di Edimburgo e veniva servita spillata normalmente, si fa per dire, dalla testa di un cervo! Per altre informazioni visitate il sito dove troverete anche un simpatico video di presentazione, in stile BrewDog.


La seconda invece è la Sunk Punk, la prima birra “subacquea”. La fermentazione è infatti stata effettuata sul fondale del Mare del Nord. Il motivo ufficiale? Ma che domanda, ovviamente per porre fine ad una secolare maledizione  che affligge le coste scozzesi. La birra è una IPA di 7.1% alc., maturata in un tino particolare, dotato di valvola di sfogo per l'anidride carbonica creata in rifermentazione, posizionato a 20 metri di profondità dove le acque hanno una temperatura costante di 10 gradi. Due settimane di maturazione in mare, per una birra che si distinguerà per la produzione limitata (960 bottiglie da 330ml), un alto costo e un etichetta particolare disegnata dall’artista Johanna Basford.

 

 

Lattina sì, lattina no, ormai il dibattito è aperto da tempo. Segnaliamo un punto a favore delle lattine, anche se il vantaggio è piuttosto “collaterale”. A questo indirizzo si trova infatti una guida ad immagini per realizzare un amplificatore del segnale del vostro modem/router wireless, proprio attraverso la lattina, ovviamente di birra artigianale!


Per chi invece rimane fedele alla bottiglia, ma vuole stupire amici con creazioni, diciamo così, "esplosive" segnaliamo un packaging molto particolare. 

 

Ommiodio!!, è quello che invece molti di voi avranno pensato vedendo la creazione nell'immagine di fianco. Per chi non lo avesse capito si tratta di un boccale … di pancetta, che ovviamente può essere riempito con salse varie, o perché no, con la vostra birra preferita. Voi cosa avete esclamato?

 

di Gabriele Triossi


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