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SabMiller si beve la Foster’s per 10 miliardi di dollari

settembre 28th, 2011 inserito da Fermento Birra

Tanto tuonò che piovve. Alla fine, dopo vari aggiustamenti di tiro e rimodulazione più o meno calibrate delle cifre, la SABMiller, il secondo gruppo birrario al mondo dopo ABInBev, ce l’ha fatta, dopo lunga contrattazione, ad acquisire la Foster’s, birra leader del mercato birrario australiano.

Tutto era cominciato a giugno con un’offerta, rifiutata dagli australiani, pari a 9,5 miliardi di dollari australiani. Il nuovo “attacco” era partito lo scorso 18 agosto, quando la SABMiller aveva lanciato un’OPA ostile, senza modificare l’offerta di giugno, che era di 4,9 dollari per azione. Anche questa mossa non aveva sortito gli effetti sperati, visto che il CDA della Foster’s aveva ritenuto, per la seconda volta, che l’offerta non fosse adeguata al valore reale della società. Così gli australiani l’hanno avuta vinta, visto che la nuova, definitiva offerta (quella accettata dal CDA della Foster’s stessa) è partita da 5,10 dollari australiani per azione, più altri “spiccioli” e altri marchingegni finanziari. Il tutto per arrivare al risultato finale: la Foster’s è passata di mano per la somma di 11,5 miliardi di dollari australiani (compreso il debito che il gruppo australiano aveva nei confronti di fornitori e banche).

 

La birra australiana per eccellenza si va quindi ad aggiungere al quasi sterminato portfolio della SABMiller, che comprende Pilsner Urquell, Peroni Nastro Azzurro, Miller, Grolsch e altri 200 brands, che permettono al secondo gruppo birrario al mondo di essere commercialmente presente in tutti e sei i continenti. Con 218 milioni di hl. prodotti, ricavi complessivi pari a 28.311 milioni di dollari USA, il gruppo anglo-sudafricano punta, con gli aggiustamenti produttivi e commerciali del caso, a generare utili già dal prossimo anno con il marchio Foster’s, che al giugno di quest’anno dichiarava ricavi netti per 2.275 milioni di dollari australiani.


News dal birrificio John Martin

settembre 26th, 2011 inserito da Fermento Birra

Il birrificio anglo-belga John Martin due anni fa ha celebrato il centenario della propria nascita (ha aperto i battenti ad Anversa nel 1909, fondato dall’inglese John Martin), ma le iniziative volte a celebrare tale evento non sono ancora terminate. Si è iniziato con la commercializzazione della John Martin’s Pale Ale rifermentata in bottiglia e brassata secondo la ricetta di cento anni fa, imbottigliata in una bottiglia placcata in oro 18 carati, destinata all’invecchiamento (almeno sei mesi devono passare prima di berla, raccomanda la ditta) e prodotta in 1500 esemplari.

 

Si è poi proseguito con la pubblicazione di un libro, The Finest Drinks – John Martin’s Story, che vuole essere, nelle intenzioni di chi lo ha scritto, non solo il racconto sulla storia di un’azienda, ma anche uno spaccato della storia e della produzione birraria europea lungo tutto lo scorso secolo. Originariamente disponibile solo nella sua versione cartacea (al costo di 19 € più le spese di spedizione), adesso, ed è questa la novità degli ultimi giorni, è anche consultabile (gratis) on line sul sito del birrificio. Graficamente ben costruito, ricco di ben 1100 documenti d’archivio, è la saga di una famiglia, quella della John Martin, che ha attraversato periodi storici complessi e rischiosi, mantenendo sempre in piedi questa storica azienda, oggi un gruppo con numerose e conosciutissime birre nel portafoglio (Gordon, Timmermans, Bourgogne des Flanders). Al quale ultimamente si è aggiunta anche la Diabolici, una bionda ad alta fermentazione, rifermentata in bottiglia, con abv di 8% vol., brassata nella tradizione prettamente belga delle triple. Molto curata nei dettagli (label, bottiglia serigrafata, bicchiere molto particolare), resta da vedere se è altrettanto “appetibile” per il  palato degli intenditori.


Un fine settembre all’insegna della buona birra

settembre 23rd, 2011 inserito da Gabriele Triossi

Anche questo fine settimana il Bel Paese farà il pieno di eventi birrari. Ecco i meritevoli di segnalazione:

 

Partiamo da Roma. Nella capitale sabato 24 settembre si svolgerà un altro evento imperdibile: il secondo compleanno dell’Open di Baladin (via degli Specchi, 6). Questo evento sarà reso ancora più succulento dalla presenza di numerose anteprime tra cui la Prunus di Birra del Borgo, la Dave (seconda nata del progetto Buskers, accompagnata dalla già nota sorella Extacy of Gold), la Zucca di Baladin (ovviamente una ale alla zucca), la Birbetta di Troll. La lista ovviamente non finisce qui, prevista la superluppolata H10 O5 di Bi-dù, la Utopia collaborazione tra lo stesso Bi-Dù e Troll, e ancora la KeTo Reale in cask, la Nazionale di Baladin, la Ipè Summer Edition di San Paolo e la 10 e lode barrique di Opperbacco. Ovviamente tantissimi anche gli ospiti internazionali, da Glazen Toren a Cantillon, da Brewdog a Rulles. Insomma, andate per fare gli auguri, restate per lebirre.

 

 

Un’altra interessante new entry è la Hop Art del Birrificio Rurale. La birra, pensata per i mesi più caldi dell’anno e descritta come gioiosa, chiara e luppolata, poco alcolica, sarà in degustazione venerdì 23 settembre presso 5 locali del nord Italia: Bar in Piazza (– Montesolaro, Carimate -CO), History Pub (Binasco -MI), Il Bardo (Carate Brianza -MB), La locanda del monaco felice (Suisio -BG) e lo Sherwood Pub (Nicorvo -PV). Se siete in zona potete dare l'addio all'estate con un bel sorso di questa birra dedicata appunto alla bella stagione.


 

Continuiamo con Bologna, una città che non finisce spesso nelle cronache birrarie.

 

Da venerdì 23 a domenica 25 si terrà la prima edizione di F.B.I. – Festival dei birrifici Indipendenti. Il festival è organizzato dall’associazione di homebrewer Brewlab e dal TPO, e si svolgerà presso la sede di quest’ultimo in via Casarini 7 a Bologna. Confermate le partecipazioni di ToccalmattoWhite DogBad AttitudeVecchia Orsa  e Dada. Per il settore alimentare saranno presenti i produttori del Mercato della Terra di Bologna, mentre l’offerta culinaria sarà curata dallo staff dell’osteria del Rovescio. Per quanto guarda gli incontri: venerdì (ore 18) e sabato (pre17.45) sarà la volta di Aperitivo con il birraio per scoprire i birrifici presenti (6 euro), sabato alle 17.30 Francesco Monari e Daniele Fajner terranno un incontro sulle materie prime impiegate nel mondo brassicolo (10 euro), domenica alle 17.30 verrà presentato il libro "Birra", fare e gustare, di Daniele Fajner e Mirco Marconi una guida, pratica e precisa per chi si avvicina al mondo dell’homebrewing. Non mancherà la musica con il jazz elettronico dei M.o.f. Quintet (venerdì 23), il blues caldo dei Lazy Step (domenica 25) e l'esperienza delle Bestie Rare, band in cui si esibisce anche l’attore Elio Germano (sabato 24).
Ingresso 2 euro –con bicchiere serigrafato-, degustazioni 3 euro la mezzapinta inglese.


Sempre nei dintorni di Bologna, a Castel Maggiore (via La Pira, 54 – Castel Maggiore -BO) si terrà il festival Condi-menti, appuntamento dedicato al cibo e letteratura che prenderà il via venerdì 23 e terminerà domenica 25Ai tanti appuntamenti che vedranno coinvolti tanti personaggi del campo della letteratura (come Luigi Lepri), dell'arte (il professore Fabrizio Lollini) del teatro (come Stefano Lucarelli) e della televisione (come lo chef  Simone Rugiati), nei giorni di sabato 23 e domenica 24 al cibo in veste culturale si affiancherà anche un mercato con street food e prodotti alimentari (indirizzo e orari). Proprio nel mercato saremo presenti anche noi nella nostra veste di Fermento Eventi, con le birre di Birrificio ItalianoBrewfistOlmaia alla spina, più BarleyMontegioco e Ducato in bottiglia. Vi aspettiamo!


Ci spostiamo a  Vigevano, dove dal venerdì 23 a domenica 25  Il Magazzino della Birra organizzerà la prima Festa della birra artigianale. Durante la manifestazione, organizzata in collaborazione con Unionbirrai e l’associazione La Barriera, sarà possibile degustare le birre di Brewfist, Dada e la Niibus del Giratempo pub, partecipare ai tanti appuntamenti previsti oppure cenare al ristorante. Rimandiamo al sito de La Barriera per ulteriori approfondimenti.

 

Conclude il fine settimana Luppolove. Il festival organizzato dal locale Il Bardo di Carate Brianza (piazza risorgimento 1) e giunto alla sua seconda edizione, è dedicato alle birre luppolate. Degne rappresentati  della categoria, con birrai al seguito, saranno la nuovissima FTheW del Birrificio Italiano, la già citata Hop Art del Birrifico Rurale, la Magut del Birrificio Lambrate, la H10 O5 di Bi-Dù e la 2 di Picche di Menaresta. Previste degustazioni guidate e grigliate dalle 13. Qui la pagina Facebook dell’evento.
 

 
 
di Gabriele Triossi

 


Dagli Usa una birra artigianale per celiaci

settembre 22nd, 2011 inserito da Fermento Birra

Lo spunto viene, come spesso accade in questi ultimi tempi, dall’America: Sam Calagione, patron dello storico birrificio artigianale Dogfish Head e personaggio a tutto tondo nel panorama birrario artigianale mondiale, ha annunciato la messa in commercio, entro la fine di quest’anno, della Tweason’ale, la loro prima birra per celiaci.
E’ un mercato birrario, quello delle birre adatte per il consumo di persone affette da celiachia, in netta espansione, legato (purtroppo) alla rapida crescita del numero di persone colpite da questa particolare intolleranza. In Italia, attualmente, si parla di almeno 400.000 persone che non possono consumare prodotti nei quali sia contenuto il glutine, un complesso proteico che si forma in gran parte dei prodotti a base di avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.

 

In America, ovviamente, i numeri sono ancora maggiori, e si parla già di più di 3 milioni di persone che manifestano l’intolleranza nei confronti di questi prodotti, ivi compresa la birra. La birra, che Dogfish Head immetterà sul mercato, è prodotta senza glutine (ovviamente), utilizzando sorgo, fragole fresche, miele di grano saraceno, per una gradazione alcolica finale di 6% vol. E’ il tocco di originalità tipico della produzione artigianale americana che anche in questo caso fa la differenza con le già numeroso birre per celiaci presenti sul mercato internazionale.

 

(a sinistra i birrai all'opera nella torchiatura delle fragole)

 

Le più conosciute (anche il Italia) sono le spagnole Estrella Damm e Ambar, la linea di prodotti per celiaci delle tedesche Riedenburger, Baden Brau e Schnitzer Brau. Tra i piccoli birrifici, bisogna ricordare la Cèlia, prodotta da I Due Mastri per Turatello, birra prodotta nel rispetto della normativa italiana che regolamenta questo settore e che riconosce quale limite analitico legalmente riconosciuto per poter definire un prodotto “senza glutine” quello di 20 ppm (max 20 mg/kg),  mentre per prodotti con un tenore residuo di glutine non superiore a 100 mg/kg (100 ppm) si utilizza la definizione “con contenuto di glutine molto basso”.

 

 

 

 

di Alberto Laschi


La Carlsberg per i 200 anni del suo fondatore rinnova la storica fabbrica

settembre 19th, 2011 inserito da Fermento Birra

Lo scorso 2 settembre si sono celebrati i 200 anni trascorsi dalla nascita di Jacob Christian Jacobsen, figura di assoluto rilievo nella storia birraria d’Europa. Imprenditore di spicco, ma anche filantropo, attivo in politica e grande collezionista di opere d’arte (adesso ospitate in un edificio aperto al pubblico nel centro di Copenaghen). Jacob Christian è ricordato soprattutto per aver fondato, nel 1847, all’età di 36 anni, una delle prime grandi industrie birrarie europee, la Carlsberg. Attualmente quinto gruppo birrario mondiale, ha 44.000 dipendenti sparsi in giro per il mondo e sono 140 i mercati mondiali sui quali almeno uno dei 326 brands della Carlsberg group è presente.  Ma al di là dell’indiscutibile successo commerciale del gruppo birrario danese (che qui in Italia controlla il Birrificio Poretti), fondamentale, per la storia e l’evoluzione dei processi produttivi è il ruolo che ha ricoperto, fin dal 1875, anno della sua inaugurazione ad opera sempre di JC Jacobsen, il Laboratorio Carlsberg.

 

L’istituto di ricerca poteva contare fin dalla sua apertura su due dipartimenti, quello di Chimica e quello di Fisiologia, e proprio in questo istituto fu isolato per la prima volta il ceppo di lievito impiegato fino ad allora per la produzione delle birre lager, il “famoso” Saccharomyces Carlsbergensis (o Pasteurianus che dir si voglia), così chiamato proprio in onore dell’istituto di ricerca danese. Nello stesso giorno in cui il Gruppo Carlsberg celebrava il duecentesimo anniversario della nascita del proprio fondatore, Jørgen Buhl Rasmussen, CEO di Carlsberg, annunciava di aver scelto le cinque squadre (delle 65 iniziali), tre inglesi, una olandese  e una danese, che elaboreranno il progetto definitivo per la riqualificazione della storica fabbrica “madre” di Copenaghen (quella con gli elefanti all’ingresso, per intenderci). Tale progetto trasformerà questo antico plesso produttivo in un modernissimo “Brand and Experience Centre”, un edificio “visionario” che, nelle intenzioni dei proprietari, dovrà diventare una delle principali attrazioni di Copenaghen, capace di attrarre non meno di 500.000 visitatori l’anno. La scelta del progetto “vincente” verrà resa nota nel prossimo mese di marzo del 2012.

 

di Alberto Laschi


Gli appuntamenti del week-end: Cheese, Rice, United Indipub, Zwanze Day

settembre 16th, 2011 inserito da Gabriele Triossi

Settembre si conferma un mese denso di grandi eventi legati alla birra di qualità. Si comincia il 16 fino al 19 settembre a Bra (Cuneo) con Cheese, il festival biennale che Slow Food dedica al formaggio in tutte le sue forme. Un appuntamento internazionale di grandissimo livello per amanti, neofiti o esperti, del formaggio. Tantissime le produzioni sia nazionali che non; quest’anno protagonista la Francia, regina dei formaggi a pasta morbida. Saranno ben felici anche gli amanti della birra di qualità che potranno assaggiare i prodotti di ben 22 birrifici italiani e 2 stranieri in piazza XX settembre, nella stessa piazza dove sarà possibile gustare street food proveniente da varie regioni del nostro Paese, come la focaccia di Recco o le bombette pugliesi. Per l'iscrizione ai corsi, informazioni e orari degli stessi e le tantissime attività previste nei tre giorni vi rimandiamo al sito della manifestazione ricordandovi però che le iscrizioni online sono chiuse.

 

Negli stessi giorni un altro grandissimo prodotto verrà celebrato con un festival monografico. Dal 16 al 18 settembre si terrà a VigevanoRice – i sapori del riso” organizzato dal consorzio Azienda Sviluppo Territoriale in collaborazione con Slow Food Lombardia. Oltre ad un denso programma di eventi comprensivo di mostre, laboratori del gusto, mercato del riso, gran teatro del riso eccetera, sarà presente una selezione di birrifici italiani, scelti da Slow Food tra Piemonte e Lombardia. Parteciperanno: Birrificio Rurale (Certosa di Pavia, PV), Birrificio Croce di Malto (Trecate, NO), BrewFist (Codogno, LO), Birrificio Bi-Du (Olgiate Comasco, CO), Birrificio Lambrate (Milano), Birrificio Italiano (Lurago Marinone, CO).

 

Il 17 settembre sarà un giorno speciale per tutti gli amanti delle lambic, le fermentazioni spontanee caratteristiche del Belgio, ma soprattutto per gli estimatori di Jean Van Roy, mastro birraio e proprietario di Cantillon. Questo sabato si terrà infatti lo Zwanze day, il giorno della presentazione in contemporanea mondiale della Zwanze di Cantillon in solo 20 locali selezionati (previsto per le 21). Per l’Italia: The Dome (Nembro, BG), Ma che Siete Venuti a Fa’ (Roma) e Sherwood pub (NIcorvo, PV). La produzione 2011 nasce dalla collaborazione tra Jean Van Roy e Olivier Lemasson, produttore dei vini biodinamici Vin Contés della regione nella valle Loira. Nella descrizione data dallo stesso mastro birraio la Zwanze 2011 ricorda il vino ma con specifici accenni di frutta, pepe e altre spezie, sia al naso che in bocca.

Ma cos’è la Zwanze? Dal 2008 Jean Van  Roy ha deciso di dare questo nome, “zwanze” appunto, alle sue produzioni più particolari per separarle nettamente dalla linea “tradizionale” di Cantillon. “Tradotto dal dialetto olandese parlato a Buxelles, la parola «zwanze» descrive l’umorismo tipico degli abitanti della città che è caratterizzato da un mix finemente bilanciato di auto deprecazione e esagerazione. Mi piace che le mie lambic “made in Bruxelles” abbiano lo stesso spirito gioviale e auto derisorio degli abitanti della capitale del Belgio, e questo mi porta a guardare a questi blend più a cuor leggero, cosa che, lo ammetto, può sembrare strana”. Secondo Jean Van Roy l’importanza di realizzare produzioni particolari o sperimentali come la Zwanze, risiede nella maggiore conoscenza che se ne ricava del prodotto lambic: “è interessante notare come i meccanismi interni del lambic continuino ad avere alcuni lati misteriosi anche per i birrai, con risultati alle volte sorprendenti. Il tipo di sperimentazione che faccio è importante per me perché mi permette di imparare di più sulle mie birre e di guardarle da altri punti di vista” (dal sito di Cantillon).

Lo stesso patron di Cantillon ha deciso che la Zwanze 2011 sarà disponibile solo alla spina e solo nella giornata di sabato per evitare spiacevoli fenomeni di overpricing delle bottiglie come accaduto lo scorso anno (le bottiglie che rappresenteranno solo un terzo della produzione, saranno disponibili solo presso la sede di Cantillon per la degustazione). I fusti saranno pochissimi, uno a testa per gli italiani, dunque affrettatevi se volete assaggiarla!

 

Il ricco carnet di eventi delfine settimana non finisce qui

Presso The Dome (via Case Sparse Europa, Nembro -BG) dal 16 al 18 settembre si terrà la versione bergamasca dello United Indipub, evento che tanto successo ha riscosso alla sua prima edizione di maggio nei pressi di Reggio Emilia (anche se ad esclusione del Dome i partecipanti erano diversi). L'evento, che ovviamente si chiamerà Berghèm Indie Pub, nasce dalla collaborazione tra The Dome, Clock Tower, Ein Mass, Locanda del Monaco Felice; saranno gli stessi publican a curare la selezione delle birre da presentare. Ricordiamo inoltre che, come detto sopra, sabato 17 dalle 21  The Dome ospiterà lo Zwanze day, con annessa spillatura della Zwanze 2011. Previsto per domenica aun pranzo in collaborazione tra i 4 locali organizzatori con birre abbinate al costo di 30 euro (prenotazini 035 522 555).

 

Per chi fosse di passaggio in Belgio o avesse voglia di fare un giretto nella sua capitale, segnaliamo un interessantissimo appuntamento: dal 16 al 18 settembre presso il mitologico Moeder Lambic Fontainas si terrà Brussels Stone Beer Event, un minifestival dedicato al birrificio americano Stone Brewing. Il festival prevede ben 30 spine del notissimo birrificio statunitense più altrettante spine di birre belghe selezionate direttamente dal Moeder, in una sfida che di sicuro vedrà il pubblico come vincitore. Per l’occasione è stato allestito con tendoni e sedie anche lo spazio antistante al locale in modo da accogliere quanta più gente possibile. Il 16 inaugurerà il festival Greg Koch, amministratore delegato di Stone Brewing che ormai da due anni scandaglia il vecchio continente alla ricerca di una sede europea per Stone, mentre il 17 sarà la volta di Jean Van Roy, patron e mastro birraio di Cantillon, che alle 21 darà il via alla spillatura della sua Zwanze 2011. Insomma un evento davvero ricchissimo che consigliamo a tutti.

 

Concludiamo con un altro evento che si svolgerà in Italia. Dal 16 al 19 settembre si terrà "Che Birra che Fa" presso la "Ex Colonia" di Corciano (PG). Il festival, che si articola tra degustazioni e concerti, laboratori birra-sigaro e premi letterari (Giallobirra), vedrà la partecipazione dei birrifici San Biagio, Kahamen, Bacherotti, La tipografica e Birrificio Artigiano e la collaborazione di Associazione Degustatori Birra e del CERB di Perugia. Per informazioni si rimanda al programma della manifestazione.

 

 

Gabriele Triossi

 


Snow Beer, la birra più venduta al mondo

settembre 14th, 2011 inserito da Fermento Birra

Notizie birrarie provenienti dalla “grande industria”. E’ ufficiale: la birra più venduta al mondo è una birra cinese, brassata in Cina: la Snow Beer, una pale lager di 4% vol. prodotta da una joint venture fra la multinazionale SABMiller e la CRB (China Resources Snow Breweries). Impressionanti i numeri di questa birra: nel 2010 della Snow Beer ne sono state vendute 16,5 miliardi di pinte, il doppio di quelle della Bud Light (la birra numero uno per vendite negli USA, con il suo 19% sul totale delle birre vendute), l’equivalente di 2,062 miliardi di galloni. E’ doveroso sottolineare che questi numeri la birra li “macina” solo in Cina, visto che solo da quelle parti viene venduta. La CRB ha iniziato la propria produzione 15 anni fa, con sole tre fabbriche di birra: oggi può contare su 80 unità produttive. Dopo la Cina, il secondo mercato mondiale della birra è quello americano, nel quale le multinazionali la fanno ancora da padrone, nonostante il grande successo, di vendite e di gradimento che i prodotti delle breweries artigianali stanno continuando a mietere (rappresentano oggi circa il 7% dell’intero mercato birrario).

 

La Heineken è uno di quei colossi birrari che sta cominciando a lanciare sul mercato USA prodotti “crossover”, ovvero di matrice e fattura industriale ma che “strizzano l’occhio” anche ai consumatori un po’ più evoluti. In queste ultime settimane il gruppo birrario olandese ha annunciato che lancerà prossimamente sul mercato americano la Noche Buena, una bock (o american dark lager) prodotta con malti della Stiria e luppoli della Slovenia, la birra n°1 in Messico fra le birre stagionali. Birra che esce dagli stabilimenti produttivi della Cerveceria Moctezuma, aperta a Monterrey nel 1890, uno dei produttori di punta del Sud America, appartenente alla “scuderia” di Heineken.


Arriva la “Birra Nazionale”, l’ultima italianissima birra del Baladin

settembre 9th, 2011 inserito da Fermento Birra

Sono passati tre anni da quando il birrificio Baladin, in collaborazione con Tecnogranda e l'Istitruto Agrario di Cussanio, mise a dimora il "luppoleto sperimentale" proprio nella scuola fossanese. Finalmente ad agosto le quattrocento piante di luppolo hanno regalato i fiori con le qualità necessarie per essere raccolti e, una volta seccati, impiegati per regalare amaro ed aroma ad una birra italiana al 100%, la Birra Nazionale, ultimo tassello ai festeggiamenti del 150° anniversario dell'unità d'Italia.

 

 

Come sempre il birrificio Baladin, si dimostra veloce a captare prima degli altri le nuove tendenze. Una birra artigianale prodotta con ingredienti totalmente italiani oggi è novità ma domani sarà consuetudine. Le difficoltà e le incertezze qualitative di una produzione totalmente italiana al momento sono elevate per via di coltivazioni di Humulus Lupulus ancora in fase sperimentale e ancora alla ricerca di una degna "specie italica", e per un processo di maltazione dei cereali locali che non assicura un livello qualitativo vicino ai migliori malti industriali in circolazione. Nonostante però i punti interrogativi e gli investimenti necessari, il fascino di una birra tutta italiana è sicuramente notevole, e gli sforzi profusi nella ricerca e nella coltivazione sempre maggiori.

 

(nella foto Teo Musso)

 

Per chi dunque fosse curioso di testare in anteprima la birra totalmente made in Italy prodotta dal Baladin, potrà farlo partecipando alla bella manifestazione sui formaggi organizzata da Slow Food, Cheese, che ogni due anni si svolge a Bra (dal 16 al 19 settembre), recandosi presso lo stand del birrificio piemontese, nell'area riservata ai microbirrifici in piazza XX Settembre.

 

Una news che ci porge un assist invitante per approfondire l'interessante tema della birra 100% italiana, che sicuramente sfrutteremo nei prossimi numeri della nostra rivista.


Una nuova lager per gli USA firmata Guinness

settembre 9th, 2011 inserito da Gabriele Triossi

Anche la tradizionale Guinness incrementa il suo parco birre. Il colosso irlandese dall’inizio di questo mese ha cominciato a commercializzare una nuova birra che verrà distribuita solo in bottiglia e solamente nel mercato statunitense. La new entry sarà incredibilmente… una scura.

 

Insomma non proprio un lancio nel vuoto per il birrificio simbolo della stout. Se non fosse che la Black Lager sarà, come dice il nome, una bassa fermentazione, mossa non casuale se pensata nel contesto del grande mercato degli USA, molto affezionato a questa famiglia di birre. Insomma l’idea dietro questa nuova scommessa sembra dettata in buona parte da ragioni commerciali specifiche, legate alla conquista del mercato d’oltre oceano piuttosto che ad una effettiva volontà della brasseria fondata da Sir Arthur Guinness di diversificare la propria produzione. Per meglio comprendere la situazione va anche fatto notare come nel mercato statunitense le birre scure ad alta fermentazione tendano ad essere molto caratterizzate attraverso l’aggiunta di particolari ingredienti (si sono viste ciliegie e cocco oltre alle più tradizionali fave di cacao), dall’altra gradazione (anche se l’aggettivo Imperial o Double negli USA si trova ormai accostato ad ogni stile) oppure da passaggi in barrel già usate per liquori (per lo più di bourbon). Appare comprensibile dunque che Guinness tenti una nuova mossa per aumentare le proprie quote di mercato e che questa tenda ad “incontrare le masse” rivedendo le storiche ricette,  come del resto ha fatto recentemente la tedesca Schneider.

 

Gabriele Triossi

 


Una trappista dall’anima americana

settembre 8th, 2011 inserito da Fermento Birra

A breve arriverà sugli scaffali la terza birra di una produzione molto particolare. Si chiama Quad, ed è una quadrupel robusta per impostazione, carattere e gradazione alcolica. Le altre due sono state la Dubbel, la prima ad essere messa in commercio nello scorso marzo, e la Saison, una bionda estiva di 7% vol., che hanno già riscontrato un grande consenso fra gli esperti e i “normali” consumatori. Purtroppo soltanto americani, perché dalle nostre parti queste birre non sono ancora arrivate e non si sa se lo faranno in futuro.

 

Stiamo parlando delle birre del progetto Ovila, messo su dalla conosciutissima brewery americana Sierra Nevada, una dei “padri nobili” della rivoluzione americana della birra artigianale degli anni ’70-’80. La brewery ha la propria sede principale a Chico, in California, a pochi chilometri di distanza dall’Abbazia Cistercense di Clairvaux di New Vina, dove c’è una storica sala capitolare che si chiama, appunto, Ovila. Ken Grossman, fondatore di Sierra Nevada, affascinato estimatore della tradizione produttiva delle abbazie belghe, con la linea di birre Ovila si propone un doppio intento: rendere un vero un vero e proprio tributo a quella straordinaria storia produttiva e contribuire al restauro della storica sala capitolare dell’abbazia cistercense americana, che ha un passato alquanto singolare.

 

La sua costruzione iniziò, contestualmente alla realizzazione del resto dell’abbazia, nel 1190, vicino al villaggio di Trillo, in Spagna, dove i monaci vi rimasero per ben 800 anni. Nel 1835 l’abbazia fu secolarizzata da parte del governo spagnolo e dopo pochi anni la proprietà dell’edificio passò in mani private. Nel 1931 William Randolph Herst, magnate americano della stampa, acquistò una parte dei ruderi dell’abbazia e li trasportò pietra per pietra nella sua tenuta di Wyntoon, dove però non furono mai “riassemblati”. Nel 1994, i monaci dell’Abbazia di Clairvaux di New Vina rientrarono in possesso delle rovine, e ricominciarono la paziente opera di ricostruzione della storica sala capitolare, facendone un vero e proprio “progetto pubblico” , chiamato Sacred Stones.

 

Postiamo il video che racconta (in inglese) la costruzione di questo particolare edificio religioso:

 


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